mezzotempo

tutto sulla pallavolo…

#MonzA1

Posted by Step981 su maggio 5, 2016

Questo penso sia il primo post che scrivo per una squadra/partita di A2. 

Ma, dato che sono di Monza, anche se tifo Foppa, mi concedete un po di sano campanilismo?

Dopo due finali promozioni (consecutive) perse, arriva finalmente la tanto attesa promozione in A1.

Per certi versi, e con (ovviamente) le dovute proporzioni, l’epilogo di ieri ha punti in comune con lo scudetto di Conegliano.

Dopo anni nelle minors (prendendo un termine in prestito dal basket) tra B2 e B1, nel 2012/13 (vi ricorda nulla questa stagione?) ottiene la promozione in A2.

Stagione 2013/14: semifinale coppa italia di A2, quarta in stagione regolare con accesso alla post season. Raggiunge la finale promozione dove cede, solo alla bella, all’Azzurra Volley (che è retrocessa quest’anno, salvo ripescaggi). Dopo aver vinto 3-2 in Toscana, le brianzole perdono tra le mura amiche e poi di nuovo fuori casa.

Stagione 2014/15: nuovamente in semifinale di coppa italia, terza in regular season. Nuovamente in finale promozione. Questa volta tra Monza e la storia c’è Vicenza, piazza storica del volley rosa. Doppia sconfitta e nuova delusione, in A1 vanno le venete.

Tutto queste delusioni non fermano la dirigenza e la voglia di A1. La terza semifinale di coppa italia di fila fa presagire una nuova delusione. Quarta al termine della stagione, raggiunge nuovamente la finale promozione.

Sulla strada per la A1 c’è Trentino, settima in regular season. Ma da non sottovalutare. Tra l’altro ha fatto fuori Soverato, seconda forza del campionato.

Dopo il 3-1 del PalaIper, la serie su sposta in Trentino. Serve la partita perfetta.
Serviva un’impresa ed impresa è stata. Espugnato il PalaTrento (0-3), la Vero Volley conquista la sua prima, storica promozione in A1.

Il prossimo anno giocherà con le grandi, una squadra che 10 anni fa era in B2 ed ha fatto il suo esordio in A2 solo 3 anni fa. 

Insomma, 3 anni in A2, tre finali promozione di cui una vinta. Trovate anche voi che, con le dovute proporzioni, sia una storia simile a quella della Conegliano nei scudettata?

Comunque sia, complimenti a tutti. Giocatrici, staff, tifosi. Complimenti e, da monzese, grazie mille! Finalmente sarà #MonzA1! Questo è #AmoreVero!

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Si, siamo tutti un po pantere…

Posted by Step981 su maggio 3, 2016

Dopo aver dedicato un post del blog a Casalmaggiore ed alla sua impresa sportiva, trovo giusto (e doveroso) fare altrettanto a
Conegliano, alla sua storia, alla sua impresa.Nata, nel 2012, sulle ceneri della vecchia Spes, la storia dell’Imoco cambia nella primavera del 2013. Dopo aver raggiunto i playoff al primo anno in A1, le venete eliminano le più quotate Villa Cortese e Busto (entrambe in trasferta). In finale trova la favoritissima Piacenza (corsi e ricorsi storici…). Conegliano si arrende 3-1 nella serie, non prima di essersi tolta lo sfizio di espugnare il PalaBanca.

Da lì in poi, lo scudetto diventa, prima ancora che un obiettivo, una sfida verso se stessi (prima ancora che verso le altre contendenti).
Nelle due stagioni successive, a grandi campagne acquisti, non corrispondono grandi risultati.
Stagione 2013/14: finale di supercoppa, semifinale scudetto e quarti in coppa italia. I playoff12 di champions non sono male, considerato che è il debutto nella massima competizione europea.
Stagione 2014/15: semifinale scudetto e coppa italia, quarti di finale di coppa CEV.
Nonostante tutto, la società non demorde e costruisce il roster perfetto. Giusto mix tra italiane forti e di esperienza (Arrighetti, De Gennaro, Ortolani e l’intramontabile Barazza), giovani prospetti molto molto interessanti (Nicoletti, Vasilantōnakī) ed un gruppo di americane che, nel complesso, è tra i più forti visti dalle nostre parti (Adams, Glass, Robinson ed Hodge).
Libere da impegni europei, tutto si concentra su campionato e coppa italia. 
Proprio la coppa coincide con la delusione che pare replicare le stagioni precedenti: eliminate, in casa, da Montichiari (che chiuderà ottava in stagione regolare). 
Ma questo non ferma le venete.
Regular season chiusa al primo posto. Posto in champions garantito.
Primo turno playoff: Montichiari (corsi e ricorsi storici, seconda parte…). 3-0 e 3-2. Avanti.
Semifinale: Modena. 3-2 e 3-1. Seconda finale. In quattro anni. Di storia.
Finale: Piacenza. Stavolta da favorite.
Gara1: dominio Conegliano, 3-0 senza troppa storia. L’imoco quando accelera fa male, è devastante in attacco e chirurgica in difesa con un muro invalicabile.
Gara2: 3-0 bugiardo, Piacenza paga oltre i propri demeriti. Comunque partita totalmente diversa, Piacenza anche sfortunata. Ma c’è. Conegliano comunque dimostra di saper soffrire. Forse la sua storia, il suo passato tornano ad aiutare.
Gara3: Piacenza finalmente gioca da Piacenza, grande apporto dalla panchina, dimostra di saper soffrire e riapre la serie. Conegliano non sfrutta il momento favorevole e l’inerzia della serie. Festa rimandata.
Gara4: 3-0. Al PalaVerde. Il cielo è gialloblù. Finalmente.
Due numeri della stagione. 
Regular season: 20 vinte e 4 perse.

Playoff: 7 vinte ed 1 persa.  

Finale scudetto: 13 set giocati, 10 vinti.

Una parola: dominio.
In fondo, la storia di Conegliano, è una storia di vita: cuore, passione, determinazione, voglia, capacità, e via dicendo ci portano a realizzare i nostri obiettivi. Quindi si, siamo tutti un po pantere, parafrasando il loro hashtag #SiamoTuttiPantere.
Complimenti a tutti. Società, giocatrici e tutto lo staff. Dopo i vari insuccessi, mollare tutto sarebbe stato troppo facile. Così, vincere è anche più bello. E meritato.
Chiudo con una curiosità: la coppia (sportiva e nella vita) Mazzanti-Ortolani conquista nuovamente il tricolore, dopo quello dello scorso anno. Unione vincente. Nella vita e nello sport. Chapeau.  
Ora è il momento della festa, al domani ci si penserà. Intanto, siamo tutti un po pantere.

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Delle pantere al gran ballo di fine anno.

Posted by Step981 su aprile 22, 2016

Come sempre sul commento tecnico della partita lascio la lettura di siti/giornali più esperti e preparati di me.Io, come al solito, butto lì qualche pensiero sparso dopo questa gara 2 di semifinale.

Complimenti a Conegliano che raggiunge la seconda finale scudetto della sua (giovane) storia. Nata nel 2012, riporta subito la città veneta in A1 dopo la scomparsa, livello senior, della vecchia Spes. La prima finale fu una sorpresa, la stessa stagione della fondazione, ora ci arriva da favorita.

Ora le Pantere aspettano l’avversario per il gran ballo finale. Fosse Piacenza, sarebbe un remake della finale 2013. Allora vinse Piacenza, ma ai tempi Conegliano, come dicevo, fu una sorpresa, era “appena nata”, disputò dei playoff pazzeschi (eliminando prima Villa Cortese in trasferta e poi, sempre fuori casa, la UYBA prima in regular season e campione in carica) e giocò una finale senza paura (espugnò il PalaBanca) contro una corazzata (che chiuse al secondo posto la stagione regolare). 

Ora, invece, arriva in finale da vincitrice della regular season e da favorita (era tra le favorite fin dall’inizio, via via è diventata LA favorita) per il titolo. 

Trovasse, invece, Bergamo, sarebbe una sfida inedita. Da un lato chi ha fatto la storia del nostro volley, dall’altro chi vuole iniziare a scriverla.
Lo scopriremo presto (io ovviamente spero non in gara2 ma alla bella). Detto ciò, non posso non spendere  due parole sulle sconfitte. Onore anche a Modena. Era al debutto in una semifinale scudetto. Ha dato parecchio filo da torcere a quella che è la miglior squadra del nostro campionato. Gara 1 era addirittura avanti 2-0 prima di perdere al tiebreak. Oggi si era portata sull’1-0 prima del nuovo ritorno gialloblù.

Ma la strada per far rivivere alla città le gesta ed i trionfi della “vecchia” Modena è stata tracciata. Esce sicuramente a testa alta. Brave ragazze. Bravo lo staff.

Ora aspettiamo solo la seconda invitata al gran ballo di fine stagione. 

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#IoSonoLeggenda

Posted by Step981 su aprile 11, 2016

Lo so, lo so. Forse sto esagerando coi post. Direte voi “manco avesse vinto la Foppa”. 

Ma in questa Champions che torna in Italia c’è un po’ di Foppa. C’è una giocatrice che l’ultima volta la vinse nel 2010 quando giocava proprio nella Foppa, l’ultima formazione italiana a vincerla.

Una giocatrice che ieri, nell’intervista post partita, si è tolta, con la sua infinita classe, un bel sassolino dalla scarpa. 

Qualcuno diceva che ero bollita. (non lo virgoletto perché non ricordo le testuali parole, ma il senso era questo).

Bollita chi?

The Queen a 37 anni ancora la spiega ampiamente.

A 37 anni è sempre l’attaccante che il palleggio cerca quando la palla pesa più di una palla medica. E Lloyd ieri la cercava eccome. 

A 37 anni decide di rimettersi in gioco in Champions, nonostante sia la regina della Champions, nonostante l’abbia vinta già 5 volte. 

E siccome ha due palle grandi come tutta la nazione, la vince per la sesta volta, e la vince da MVP. 

Giusto per chiarire chi è la più forte.

Se ce ne fosse bisogno.

Diamo i numeri: 14 punti (best scorer), 82% in ricezione (OTTANTADUEPERCENTOSANTAMADONNA), 46% in attacco (1 palla su due va a far conoscenza col taraflex, mica male eh?).

E siccome forte non vuol dire arrogante, piange come una ragazzina al debutto in serie A.

Un giorno potrò non solo dire di averla vista giocare, ma di averla vista giocare da capitano della mia Foppa.
Francesca “The Queen” Piccinini.
In una parola: Leggenda. 
Giù, tutti, il cappello.

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#NonSuccedeMaSeSuccede…anzi no, è successo!!!!

Posted by Step981 su aprile 10, 2016

Riporto nel titolo l’hashtag che avevo usato per presentare queste FinalFour e che, prima, avevo usato (con altrettanto successo), per la mia Foppa alla vigilia delle FinalFour di Coppa Italia.

Da qui riparto! Oh mio Dio, è successo!! Sti gran cazzi si può dire anche se siamo in fascia protetta?!? Beh, mi perdoneranno i genitori più rigorosi, ma lo dico: STI GRAN CAZZI! 

La Pomì Casalmaggiore è campione d’Europa!!!!!!! Alla fine la favola (anche se ieri dicevo che non si può più chiamare favola, è una realtà, e che bella realtà!) delle casalasche si completa!! Dopo il primo storico tricolore, arriva la prima storica #CevChampionsLeagueW! Alla prima partecipazione!

Tra l’altro, grazie alle ragazze in rosa, la coppa torna in Italia dopo 6 anni (curiosità: sei anni fa, la mia Foppa vinse sempre con una squadra di Istanbul, il Fenerbahce) 

Permettetemi due parole per Francy Piccinini che oggi, a 37 anni (si, sono 37 anche se sembrano molto meno), conquista la sua SESTA (avete letto bene), Champions! Immensa. Giù il cappello ed un inchino, anche.

Posso dire di essere felice anche per Carli Lloyd?!? Non ho mai nascosto di adorare questa ragazza (senza che mia moglie sia gelosa, almeno spero). Una delle più forti palleggiatrici al mondo, se in forma è devastante. Ed ora lo è, e tanto. Dopo la CEV con Busto, ora il trono d’Europa. Brava Carli!  

Casalmaggiore è campione d’Europa. Una cittadina di 15000 anime è regina d’Europa. Giù il cappello. Per tutti! 

Chiudo con un appunto. Da tifoso della Foppa posso solo dirvi una cosa: complimenti e grazie ragazze!! Siete state meravigliose!!
Oggi, come ieri, e forse di più, #SiamoTuttiCasalaschi.

#CLF4Montichiari

#ViVogliamoPomi 

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#SiamoTuttiCasalaschi

Posted by Step981 su aprile 9, 2016

Non voglio certo fare un’analisi della partita, quella la potete leggere su siti, blog e giornali che sono molto più esperti e qualificati di me.

Voglio solo esprimere quello che penso di fronte a questo nuovo miracolo casalasco e, perché no, italiano.

Continua quella che, ormai, non può più neanche essere chiamata favola. Due numeri sulla Pomì: fondata nel 2008, nel 2010 era in B1 (la lega pro del calcio per intenderci, per chi non mastica troppa pallavolo), nel 2013 (dopo essere stata ripescata) gioca i primi playoff della sua storia in A1, lo scorso anno ha vinto uno scudetto che dire pazzesco è dir poco e, quest’anno, da matricola, ha appena raggiunto la finale di #CevChampionsLeagueW che sta organizzando a Montichiari. Ma come l’ha raggiunta rende ancora più incredibile la storia.

Già i sorteggi chiedevano il primo miracolo: Eczacibasi e Police, ovvero prima e quarta della scorsa edizione. Il calendario poi portava subito Piccinini e compagne in casa delle campionesse in carica per il debutto nella massima competizione europea.

Il 3-2 casalasco inizia a far capire che le campionesse d’Italia avrebbero potuto ampiamente dire la loro.

Arriva il Police, che passa a Cremona 3-2 riporta sulla terra tutto l’ambiente. 

A questo punto sarebbe stato facile immaginare un tracollo.

Ma no, la Pomì non molla. Vince 3-1 il ritorno in Polonia e ottiene una pazzesca qualificazione da seconda del girone. In un girone di ferro.

Poi arriva la bomba: la CEV assegna alle italiane l’organizzazione delle Final Four.

Questo vuol dire qualificazione diretta, però vuol dire stare lontano dall’aria champions per mesi. Pro e contro. Intanto le altre giocano, tengono alta la tensione, tengono il ritmo gara.

Parentesi: due numeri sulle ultime edizioni. Negli ultimi cinque anni la #CEVChampionsLeagueW l’hanno vinta quattro volte squadre turche ed una Kazan. Cioè tutte le squadre che partecipano a queste #FinalFour tranne la Pomì. In italia manca dal 2010 quando la Foppa la vinse a Cannes. 

È proprio con Kazan che la Pomì gioca la partita della vita. La Dinamo arrivava a queste finali con una sola sconfitta in tutta la stagione europea (nel girone) e dopo un netto successo su Piacenza nei playoff6.
La Pomì, come già detto, non giocava invece dai gironi, avendo saltato i playoff (12 e 6) in quanto organizzatrice della finale.

Domani con il Vakifbank servirà un’altra partita perfetta, il Vakifbank è una corazzata, negli ultimi cinque anni ha chiuso con due titoli, un secondo ed un terzo posto. Ma questa Pomì può tutto. Ed oggi ne ha dato nuova conferma.

Questa Pomì può tutto. Come portare un cittadina di 15000 abitanti a giocarsi lo scettro di regina d’Europa contro una squadra di una città di 15000000 di abitanti.
Che dire, anche domani #SiamoTuttiCasalaschi

#ViVogliamoPomì

#CLF4Montichiari

#NonSuccedeMaSeSuccede

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Le favole esistono ancora…

Posted by Step981 su maggio 17, 2015

Le favole nello sport esistono ancora…

Casalmaggiore, una cittadina di 15000 anime in provincia di Cremona, ha una squadra di volley femminile che, nel 2013, viene ripescata in A1. 

Una stagione tranquilla, una salvezza senza patemi e lo sfizio di giocarsi i playoff da settima in classifica. Uscita ai quarti ma, per una neopromossa, in fondo, può andare bene cosi.

Un’estate con qualche buon colpo di mercato (Ortolani e Gibbemeyer su tutti oltre a Mazzanti come coach) e la voglia di migliorare ancora. 

Una stagione da protagonista, chiusa al secondo posto dietro alla corazzata Novara (prima a + 10), squadra costruita con l’unico obiettivo del tricolore. 

Iniziano i playoff, questa volta non da comparsa come il precedente anno. 

Quarti: 2-0 facile con Montichiari, primo step superato senza grossi patemi.

Semifinale: ecco il primo capolavoro; sotto 2-0 nella serie (al meglio delle 5) con Conegliano trova 3 vittorie consecutive (tra cui un 3-0 al PalaVerde) che ribaltano la sfida e portano le lombarde in finale. 

Finale: il miracolo, l’impresa. Di fronte la corazzata Novara dominatrice della regular season e vincitrice della coppa italia, attivata in finale senza sconfitte nei playoff.

Gara 1 e gara 3 a Novara con vittoria delle piemontesi, anche se in gara1 Casalmaggiore fa subito capire che non è in finale per caso e che venderà cara la pelle (vittoria solo sfiorata, 3-2 il risultato per Guiggi e compagne) , gara 2 e 4 a Cremona con vittoria delle lombarde che forzano gara 5.

Gara 5, la bella, l’epilogo, in casa di Novara: lombarde spavalde, senza paura, senza timori reverenziali, un po di errori ma picchiano sempre duro anche quando la palla pesa. Risultato?3-1 il finale per le ragazze di Mazzanti! Primo, storico, miracoloso, pazzesco e strameritato scudetto! 

Anche nel volley si dimostra che non bastano i soldi per vincere! Giù il cappello per Casalmaggiore!! 

#MammaCheFinale #MammaChePomì 

PS: Onore anche a Novara che chiude con la vittoria in coppa italia una stagione in chiaroscuro in cui tutti, comunque,  si aspettavano di più. Ma lo sport è questo; dalle sconfitte si può imparare molto se si ha l’umiltà di saper ripartire e queste ragazze sono certo lo faranno.

#ilovevolley

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Si riparte, atto primo: Supercoppa!

Posted by Step981 su ottobre 25, 2014

Dopo un’estate tra alti (il magnifico quarto posto ai mondiali) e bassi (la recente notizia apparsa on-line dell’ennesimo addio che rende zoppo il campionato, questa volta è toccato ad Ornavasso a cui va il mio augurio di tornare presto a calcare i parquet della serie A), di colpi di mercato (Glass, Adams, Ozsoi, Hill, Barun, Sansonna, e tante altre, il ritorno in Italia di Havelkova, Klineman, Guiggi, Di Iulio, ecc…), addii illustri (Ferretti e Bosetti su tutte) ed il gustoso antipasto con lo spareggio tra Bergamo e Busto per accedere alla finale di supercoppa (vinto, ahimè, fatemi fare un po’ anche il tifoso, 3-1 dalle farfalle), questa sera si torna a fare sul serio e si assegna il primo trofeo stagionale, proprio la Supercoppa italiana.

La finale sarà il remake della scorsa finale scudetto: da un lato le campionesse d’Italia in carica di Piacenza, dall’altra Busto Arsizio.
Piacenza vuole continuare a dominare in Italia (2 scudetti, 2 coppe italia, 1 Supercoppa) e dall’altra Busto Arsizio che vuole ritornare a vincere dopo la meravigliosa stagione (2011-2012) del triplete.

Le due squadre si presentano ai nastri di partenza molto rinnovate, e, a mio avviso, il divario tra le due compagini è nettamente ridotto rispetto al recente passato.

Da una parte Piacenza che ha salutato diverse big (Ferretti e Bosetti che sono andate in Turchia e Sansonna che è tornata a Novara) ma che ha anche riportato in Italia Di Iulio e Sorokaite e ha rinforzato il roster con acquisti mirati come Angeloni.

Dall’altra Busto ha rinforzato notevolmente il roster candidandosi ad un ruolo di primo piano per la lotta scudetto e per ben figurare in Europa.
Tra i colpi di mercato, il ritorno in Italia di Havelkova, il ritiro in biancorosso di Pisani e il colpo finale Diouf, opposto della nazionale e giocatrice dal talenti cristallino in grado di spostare gli equilibri delle partite.

Tutto questo rende la sfida molto più equilibrata rispetto agli anni precedenti a vantaggio dello spettacolo, soprattutto dei tifosi “neutri”, come me.

Nonostante non sia un mago dei pronostici tento comunque, e dico 3-2 Busto Arsizio, con Diouf MVP.

Buona finale e buon inizio di stagione a tutti!!

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La strana coppia…

Posted by Step981 su aprile 22, 2014

Alzi la mano chi di voi, dopo la fine della stagione regolare, avrebbe scommesso sulla presenza di Busto in finale scudetto: io, in tutta sincerità, non me lo sarei mai aspettato.
Molto più prevedibile, invece, la presenza delle campionesse d’Italia di Piacenza che, per il secondo anno consecutivo, raggiungono l’atto finale del campionato e, sopratutto, partono ancora da favorite per la vittoria finale.
Entrambe le formazioni hanno fatto un percorso netto in questa post-season: Busto ha eliminato con un netto 2-0 (doppio 3-0) Bergamo ai quarti e, sempre con un secco 2-0, Conegliano in semifinale (3-1 e 3-2) ribaltando sempre il fattore campo e dando ai propri risultati quella continuità che è sempre stata il tallone d’Achille delle farfalle in stagione regolare.
Piacenza giunge in finale dopo il 2-0 inflitto a Urbino ai quarti (doppio 3-0) ed alla sorprendente Novara in semifinale (3-1 e 3-0).
Quello che i primi due turni hanno mostrato sono da una parte la solita Piacenza, squadra solidissima che quando schiaccia sull’acceleratore non ha, al momento, avversari in Italia in grado di contrastarla.
Dall’altra parte ha mostrato una UYBA totalmente rinata, tornata, nel breve volgere di quattro partite, ai fasti della stagione del triplete, cinica e solida in grado di potersela giocare con tutte.

Dunque questa è la “strana” coppia (“strana” proprio per la “sorpresa” Busto)
che darà vita alla finale scudetto che partita già sabato e che, a differenza dei primi due turni, si giocherà al meglio delle 5 partite.
Fare un pronostico sembra facile, Piacenza sulla carta è qualche gradino sopra alle farfalle, ma troppe volte Busto ha dimostrato che i valori sulla carta contano relativamente e partire da “sfavorita” può avere i suoi “vantaggi”.
Che finale sia!

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Le magnifiche quattro

Posted by Step981 su aprile 17, 2014

Dopo un primo turno con alcune sorprese, prima fra tutte il 2-0 di Busto su Bergamo (senza nulla togliere alle farfalle mi aspettavo che in seminale ci andassero le orobiche) e la neopromossa Novara, tutto è pronto per le semifinale.
Nella prima parte del tabellone troviamo la sfida che pare essere più sbilanciata: Piacenza-Novara ha tutta l’aria di un 2-0 per le campionesse d’Italia. Ma attenzione a dare Novara per spacciata, per una serie di motivi.
Il primo è che non ha, praticamente, nulla da perdere: da neopromossa è arrivata quarta in stagione regolare ed ora è tra le prime quattro anche nei playoff. Giocare con mente sgombra e con la pressione di dover vincere solo sulle spalle delle avversarie potrebbe essere un vantaggio.
Secondo motivo, lo stato di forma di alcune delle sue giocatrici, Rosso su tutte.
Terzo motivo, la presenza in panchina di un ottimo allenatore che è stato in grado di ribaltare la stagione delle zanzare come un calzino.
Staremo a vedere anche se comunque Piacenza, che ha anche il fattore campo dalla sua, resta favorita.
Dall’altra parte del tabellone vi è una sfida decisamente più equilibrata: Conegliano-Busto è, oltre alla rivincita della semifinale scudetto dello scorso anno, anche l’ennesima sfida stagionale tra le due formazioni.
Analizzando il bilancio stagionale (5-1 per le pantere) e la classifica della stagione regolare (seconda vs sesta) verrebbe da pensare che le venete siano nettamente favorite.
Ma, a mio avviso, la sfida è molto più equilibrata di quanto non dicano questi numeri.
Primo motivo: Conegliano ha si vinto 5 delle 6 sfide stagionali fin qui disputate, ma nell’unica occasione da “dentro o fuori” (come sono i playoff) sono state le farfalle ad avere la meglio (credo non occorra ricordare come è finita la sfida dei quarti di
coppa Italia).
Secondo motivo: Busto viene da una sfida (quella con Bergamo) che le ha dato una notevole iniezione di fiducia, soprattutto per la vittoria esterna, sicuramente uno dei problemi di questa stagione per le ragazze di mister Parisi.
Terzo motivo: come per Novara anche Busto non ha nulla da perdere, ha chiuso solo al sesto posto e, sopratutto, è Conegliano che ha maggior pressione dato che l’obiettivo minimo è la finale scudetto.
A mio avviso comunque Conegliano resta la favorita e la serie finirà 2-1 in favore delle pantere.

Ora non resta che aspettare (le semifinali partiranno il 18 aprile con la sfida tra Conegliano e Busto) e godersi lo spettacolo che solo i playoff svanì regalare! Che vinca il migliore!

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